biografia
Italo-canadese,(nonni di Campobasso) e' nato a Montreal
in Canada il 16/06/1952.
Gino incise il suo primo disco a 17 anni con il nome Van
Elli dal titolo Gina Bold ,era il 1969. Trasferitosi
dalla natia Montreal a Los Angeles venne scoperto da
Herb Alpert il quale produsse i suoi primi album ed
Arrivo' nel 78 il successo mondiale con l'album "
Brother to Brother", che gli valse il disco di platino
per la famosa "I just wanna stop". Nel 1985 con Black
Cars scalo' le classifiche mondiali e lo vedemmo ospite
a Sanremo.
E' stato in tour in Italia nel 1992,1995,1999,2000,2007 e
2010 .
Molto conosciuto soprattutto tra i musicisti sia per la
straordinaria voce che per le originalissime
composizioni che spaziano dal soul-pop al fusion-funkyjazz
,Gino non ha ricevuto quella notorieta' che merita.
Tra i suoi brani piu' conosciuti : I Just wanna stop,
Living inside myself , Black cars.
Il padre era musicista in una big band ed il nonno
imprenditore. Da bambino la sua più grande passione era
la musica e diventò percussionista in giovane età; a
quindici anni iniziò a rivelarsi come cantante e e
cominciò a scrivere canzoni. Dopo il liceo firmò il suo
primo contratto con la RCA e studiò musica alla McGill
University.
Dopo un periodo trascorso a New York, si trasferì a Los
Angeles con i fratelle e firmò un contratto con la A&M
di Herb Alpert per poi pubblicare il suo primo album nal
1973. Il fratello Joe, collaborò come arrangiatore e
tastierista per buona parte della carriera di Vannelli;
quando ancora non esistevano sintetizzatori polifonici,
Joe sovraincise vari parti per creare un tappeto
musicale che fu poi molto utilizzato a partire dai primi
anni '70.
L’ essenza di un genere musicale si propaga attraverso
l’emozione che provoca all’ascolto. Questo assioma è
raffigurabile nella produzione musicale che negli anni
’70 e ’80 Gino Vannelli è stato in grado di proporre, a
dispetto delle logiche di mercato. Gino Vannelli, di
origini italiane e precisamente molisane, nasce a
Montreal in Canada il 16/6/1952. Figlio di un cantante
jazz si appassiona presto del genere e studia
percussioni per cinque anni. A 12 anni forma la sua
prima band e a 14 anni coltiva un forte interesse per la
musica classica. Nel 1969, a 17 anni, Gino incide il suo
primo disco con il nome Van Elli dal titolo “Gina Bold”.
Trasferitosi da Montreal a New York e poi a Los Angeles,
quasi sul punto di abbandonare la carriera artistica
viene scoperto da Herb Alpert il quale produce i primi
suoi album. E’ proprio negli anni ‘70 che la vena
compositiva di Vannelli raggiunge livelli di altissimo
livello.Brani come “People gotta move”, “Crazy Life”,
“Powerful People”, "Where Am I Going" rappresentano
un’autentica sfida al mercato, creando il primo esempio
di pop rock fusion.
A partire dal primo album “Crazy life” (1973),
annualmente produce album che aggiungono lustro al
panorama musicale mondiale, arrivando all’album
capolavoro “Brother to Brother” (1978) nel quale l’
influenza fusion si interseca alla fruibilità pop
generando quello che ancora oggi è da considerare un
caposaldo della musica pop rock e di chi vuole
avvicinarvi al mondo jazz attraverso il pop.
Da questo album è tratto il brano che ha ottenuto il
maggior successo commerciale: “ I Just Wanna stop”.
Gino Vannelli da artista poliedrico e coraggioso quale
è, non arresta la sua ricerca musicale e dopo un buon
album “Nightwalker” (1981) che vive sulla scia del
precedente, si immerge nelle nuove sonorità degli anni
’80 con l’album “Black Cars” (1985) che oltre al famoso
brano omonimo racchiude l’ atmosferica “ Hurts to be in
love” ancora oggi un esempio di raffinatezza armonica.
Nel 1987, al tramonto delle tendenze della decade, esce
“Big Dreamers Never Sleep”, nel quale è presente forse
l’ultimo grande successo di mercato, “Wild Horses”.
Negli anni ’90 perde il contatto con il mercato di massa
e delle sue produzioni non rimane una traccia importante
dal punto di vista artisitico e commerciale.
Si segnalano alcuni album live, una collaborazione con
il cantante italiano Gianni Bella, ed un serie di tour
tra cui quelli italiani del 1992,1995,1999 e 2000, senza
che la stampa ne desse il dovuto risalto.
Decisamente sottovalutato in Italia rispetto ad altri
artisti maggiormente acclamati, la sua produzione
rappresenta un riferimento per gli addetti ai lavori e
la sua voce è un esempio di chi fa del canto uno strumento
espressivo.
