L'essenza di un genere musicale si propaga attraverso l'emozione che provoca all'ascolto.

Questo assioma rappresenta GINO VANNELLI!

 

OREGON

 

L'America di Gino Vannelli - Luoghi, Emozioni, Musica.

 

 

Vorrei solo fare una premessa indirizzata a tutti gli amici che frequentano questo spazio web  gestito dall’amico Ettore,premessa che mi sembra doverosa per chiarire  il  senso di questo mio intervento all’interno di esso.

Vi chiederete cosa c’entra Gino Vannelli con queste escursioni geografiche che proponiamo? C’entra eccome,perche’ i luoghi che descriveremo ed illustreremo con foto e descrizioni di vario genere,fanno parte integrante della sua vita ,della sua musica,del suo vivere quotidiano.

Sono luoghi dell’anima e dello spirito di cui Gino si e’ nutrito per dare vita a quegli splendidi pezzi e poesie del suo ultimo periodo artistico,quello della rinascita dalle ceneri e dalle nebbie dei ricordi degli anni d’oro e della sua giovinezza artistica ed anagrafica che egli non ha mai rinnegato ma dalla quale ha preso le giuste distanze dando vita a nuovi progetti attualizzandoli al contesto che stiamo vivendo,un contesto dove la perdita dei valori morali e il costante allontanamento dalla religione e dalla ricerca introspettiva e’ purtroppo imperante.

Poco sappiamo della sua vita privata e certamente non vogliamo entrarvici,ma sapere e vedere dove egli vive  penso sia interessante non solo come mera curiosita’,ma soprattutto per capire da dove nascano alcune sue ispirazioni e stati d’animo.Per quanto mi riguarda ho solo approfittato del mio lavoro nomade, mio malgrado,per andare a vedere tutto questo e farvi da umile cronista.Spero possa interessarvi,anche se non si tratta di un lavoro di reportage professionale,non ne sarei in grado,ma solo di un semplice racconto di viaggio per immagini,come c’e’ ne sono tanti altri,ma che ho voluto condividere con voi.Il fascino che Gino esercita su di noi e’ qualcosa che viene da lontano e la musica ne e’ solo una parte.

Conoscere la vita che ha vissuto finora e gli innumerevoli luoghi che ha frequentato nel corso della sua carriera lo fanno paragonare ad un autentico globetrotter,egli rappresenta l’essenza stessa dell’America,del sogno americano,di quella sensazione di liberta’ e di spazi che ognuno di noi ha sempre sognato.

Per me che sono innamorato dell’America,della sua gente,di quel melting pot di umanita’,dei motel,dei juke box,dei fast food(quelli buoni),dei suoi cieli immensi e degli spazi infiniti,Gino Vannelli ne rappresenta l’immagine perfetta e con la sua musica ti mette  tutto questo su un piatto d’argento senza muoverti da casa. Negli oltre 12 anni di lavoro canadesi e nei periodi in cui vi faccio ritorno ne ho fatta un po’di strada e vi assicuro che la musica di Gino e’ stata ed e’ una compagna fedele lungo quegli interminabili nastri d’asfalto.

Quello che vi propongo e’ di provare a fare un viaggio insieme alla ricerca di tutto questo,guidati da un comune denominatore che e’ Gino.Tutto cio’ che diro’ sara’ sempre legato al filo conduttore Vannelli,perche’,come mi piace ricordare,lui e’ innamorato del suo grande paese e ne sa’ cogliere l’essenza piu’ profonda.Sono pensieri e parole alla rinfusa,in cui condensare cio’ che potreste vedere con i vostri occhi andandoci,senza naturalmente rischiare di cadere in eccessive descrizioni che potrebbero risultare noiose.Il tutto da leggere e vedere in pochi minuti.Per chi volesse approfondire l’argomento mi sembra superfluo dire che sono a disposizione,compatibilmente con il fatto di essere in Italia,di tutti gli amici che volessero avere notizie piu dettagliate.

Le immagini sono state scattate con una macchinetta digitale Samsung  e con una Nikon del mio amico Steven ma ,lo dico subito,sono di modesta fattura,perche entrambi siamo dei veri inetti con la fotocamera,ma comunque(insieme ad altre del mio archivio) serviranno allo scopo.Ho dovuto dividere,mio malgrado,per ragioni di tempo,questo mio intervento in tre parti  per poter essere il piu’ intelligibile possibile in quanto le immagini senza un riferimento al testo non avrebbero avuto alcun senso e per fare cio’ ho avuto bisogno di tempo(cosa che mi e’ sempre mancata).in questa prima parte vi descrivero’il tratto che va da Vancouver ad Astoria(Oregon),nella seconda da Astoria a Garibaldi ed infine nella terza vi portero’ a Portland e poi in quella meraviglia della Multnomah County dove Gino Vannelli vive.

Partiamo,dunque,per 600 chilometri,da Vancouver a Portland e poi alla scoperta dei luoghi di Gino,fermandoci e ammirando un piccolo pezzo di costa dell’Oregon.

Capitolo 1  Vancouver/Astoria (Oregon Coast) 

 

Vancouver nella British Columbia canadese e’ la citta’(splendida,forse una delle piu’ belle del mondo) di partenza di questo viaggio solo ed unicamente perche’e’ la mia base operativa e lavorativa,ma si potrebbe partire da qualsiasi altro luogo purche’ la meta sia quella che vogliamo raggiungere cioe’ Portland e l’Oregon.Un consiglio sulla musica da ascoltare in macchina,oltre chiaramente a Gino,Brian Culbertson,Greg Karukas,Ken Navarro,Urban Jazz Coalition,Larry Antonino,Theo Bishop,difficili da trovare in commercio,ma vi assicuro che abbinati ai paesaggi americani e per giunta in auto,sono fenomenali,come una stazione radio della costa ovest, Smooth jazz,ascoltabile anche in streaming all’indirizzo SmoothJazz.com(vi assicuro scoprirete degli artisti sconosciuti ai piu’, ma assolutamente fantastici per chi ama questo genere.

Dicevamo di Vancouver,un posto splendido dove poter vivere e lavorare,una citta’ a misura d’uomo dove e’ impossibile annoiarsi,con tantissimi italiani emigrati dalle piu’ svariate citta’ del sud soprattutto.E’ li che ho tanti miei familiari,parenti,amici,tanto che la sento mia piu’ di ogni altro luogo.Descriverla in due parole sarebbe riduttivo,basti dire che il solo Stanley Park(luogo di ritrovo per tanti,affacciato sull’oceano)e’ immenso ed e’ impensabile in qualsiasi realta’ cittadina italiana.Gino Vannelli vi e’ stato innumerevoli volte negli anni e vi ha portato ,a cominciare dagli anni settanta,la sua musica.E’li che sono rimasto letteralmente folgorato dalla sua grandezza artistica,durante un concerto del Brother to Brother Tour il 6 maggio del 1979 al Pacific Coliseum.

Eravamo come incantati dalla energia atomica della sua performance,ragazze in delirio,spettacolo perfetto e suoni di una brillantezza e profondita’inimmaginabili per qualsiasi artista di quegli anni,compresi i piu’ grandi.Dopo tanti anni quel concerto mi e’ rimasto nel cuore e pagherei qualsiasi cifra per riviverlo e rivedere(da giovane) uno dei piu’grandi talenti che la musica mondiale abbia mai espresso.Dopo mezzanotte con un gruppo di amici ci appostammo all’uscita dell’hotel Vancouver dove Gino alloggiava(hotel da star mondiale)e finalmente venimmo premiati da un regalo che conservo ancora oggi(il Tour Book ufficiale)e che Gino ci autografo’con grande pazienza e cortesia malgrado l’ora e la stanchezza di una performance vocale e fisica(cosi erano i suoi concerti)durata oltre due ore e mezza.Devo dire e ammettere che in quegli anni Gino Vannelli era di una bellezza sconvolgente e probabilmente uno degli uomini piu’invidiati(anche da me)d’America.Quella notte e’ stata indimenticabile perche’ a distanza di tanti anni mi rendo conto di essere stato testimone e di aver visto con i miei occhi un uomo nel pieno del suo fulgore artistico e un artista che l’america osannava a ragion veduta.Da quel giorno non ho mai piu’ smesso di seguire Gino Vannelli.

A parte queste divagazioni,invito tutti gli amici che non hanno la possibilita’ di verificare di persona la bonta’ delle mie affermazioni circa la bellezza e la vivibilita’ di questa citta’,a visitare i tanti siti web dedicati a Vancouver dai quali e’ anche possibile ordinare comodamente da casa opuscoli piantine e quant’altro possa soddisfare la curiosita’ di ognuno di noi ed il tutto completamente gratis.Mare,montagne,fiumi,laghi,cascate,parchi,tutto questo e’ Vancouver la mia citta’ del cuore,se potete andateci,non ve ne pentirete.

Quando decisi di intraprendere questo personale progetto di curiosare dalle parti di Gino,valutai tutti i tempi e mobilitai tutte le mie conoscenze soprattutto nel campo del mio lavoro.

Io mi occupo di import/export di vini per una catena internazionale della grande distribuzione e fortunatamente l’Oregon,come la California,e’ uno degli Stati americani che producono vini da esportazione,che noi regolarmente trattiamo,inoltre mi occupo di aiutare aziende vinicole italiane che vogliano introdursi nel mercato canadese e incrementare,nei limiti del possibile,le loro vendite.Quindi il viaggio,l’itinerario da fare e dove fermarsi per un minimo di una settimana, tempo appena sufficiente per poter visitare una zona ricca ed interessante come la Oregon Coast e la zona del Columbia River Gorge.Faccio un po’ di telefonate e becco un mio amico importatore di vini  di Beaverton(vicino Portland)appena separatosi dalla moglie,senza figli(una benedizione per i miei scopi)che si offre di ospitarmi  rifocillarmi e accompagnarmi.Stabilita la meta di arrivo a casa di Steven posso quindi godermi e concentrarmi sulle soste che potro’ fare durante il tragitto,perche’come dico sempre, l’America,anche la piu’ periferica e marginale puo’ offrire spunti interessanti da tutti i punti di vista e quindi bisogna assaporarla a piccoli sorsi come un buon vino.

Dunque l’itinerario che io ho fatto e’ stato possibile noleggiando alla Hertz dell’aereoporto di Vancouver una Toyota 4X4,affidabile ma non molto comoda e guarda caso fresca di ritorno dall’Oregon,e a Blaine effettuando un cambio con una Chevy Malibu piu’ piccola ma piu’ comoda.

Tutto il tragitto,600 km circa, e’ facilmente copribile in una mezza giornata,ma io ho voluto fare delle varianti al tema,anche perche’ avevo delle mie curiosita’ personali da soddisfare,come quella di pernottare in un vero motel stile anni sessanta-settanta e di fermarmi da qualche parte imprecisata che avesse solleticato la mia curiosita’di vecchio bambino.Inutile dire che lungo la strada che arriva a Portland,principalmente un'unica intestate,la n.5,si susseguono paesaggi diversi che suscitano anche stati d’animo diversi,ma quello che si percepisce e’ sempre quel senso di grande liberta’,di spazi per l’uomo e di sacrale rispetto per la natura ed il paesaggio anche nelle sue forme piu’ insignificanti.

I km che mi dividono da Portland sono circa 550 che avrei dovuto coprire in circa 7 ore con una media di 65/75 miglia all’ora(da rispettare rigorosamente,anche se la polizia tollera fino a 10 miglia in piu’,ma comunque bisogna stare attenti).Le citta’ che si incontrano lungo la strada  sono molto tranquille ed anche pulite e belle a vedersi.In sequenza si incontrano Bellingham(Stato di Washington e linea di confine Canada/Usa, da dove si entra dopo qualche eterna formalita’ di documenti e qualche firma sul passaporto),Mt Vernon,Everett,Edmonds,la splendida Seattle con la sua icona lo space needles un edificio a forma di missile alto 180 metri con osservatorio e ristorante panoramico,raggiungibile in ascensore in 41 secondi.A Seattle mi sono fermato,preso dai morsi della fame e mi sono recato alla Blue Moon tavern,locale storico di Seattle dove si mangia un bacon da urlo,ho fatto il pieno e poi verso Tacoma,Olimpia,Longwiew e finalmente Beaverton/Portland.Ma andiamo per ordine,e come prima cosa dobbiamo dire che l’esperienza di viaggio in America e’ totalmente diversa da quella europea ed italiana in particolare,dimentichiamo le vecchie abitudini e mettiamoci in testa di rispettare tutte le regole,solo cosi godremo appieno di un viaggio lungo o breve che sia..Il tragitto si snoda,come detto,su un’unica Interstate,la n. 5,e seguendola fino a Portland non puo’ da sola farci gustare le bellezze e gli incanti della costa,per farlo bisogna fare delle deviazioni e lasciare l’Interstate per poi riprenderla in seguito.

 Ma, come dicevo in precedenza,durante il tragitto dopo la partenza da Vancouver e superato il confine a Blaine(Stato di Washington),mi fermo,dopo aver fatto piccolissime soste a Bellingham ed Everett,a Seattle(per me e’ d’obbligo perche’ la conosco bene e mi piace moltissimo)dove mangio qualcosa e scatto qualche foto.Seattle e’ molto grande ed ha moltissime attrattive,ma avendo fretta riparto quasi subito,vi diro’solo che e’ una citta’ piena di vita,giovane,frizzante,mai noiosa e con una baia fenomenale.

E’ necessario,se si vuole una prospettiva globale,seppur approssimativa dell’Oregon,visitare la zona costiera che e’ una delle meraviglie dell’Ovest americano(come anche il nostro Gino sostiene).C’e’ un solo modo per fare questo,percorrere la U.S.highway n.101,una delle piu’ belle strade del mondo,a mio parere,essa non fa altro che assecondare i tratti della costa dell’Oregon giu’ fino in California e oltre.Io decisi di lasciare la n.5 subito dopo il confine di Stato Washington/Oregon,all’altezza di Longview,ed agganciare la n.101 percorrendo la n.30 fino ad Astoria.Lo scopo era quello di percorrerla per poter vedere alcuni luoghi di These are the days(guardate la foto di copertina e’ stata scattata a Cannon Beach di cui vi diro’in seguito)ed in effetti l’impatto e’ stato incredibile.

Per meravigliosa che sia la mia Vancouver e la Columbia Britannica,il piccolo tratto (3 ore circa)di Oregon Coast della 101 tra Astoria e Garibaldi(non il generale)e’ straordinariamente bello e suggestivo ed e’ la dimostrazione che la natura qui e’ la protagonista assoluta,poiche’ anche l’uomo con i suoi insediamenti discreti e mai invasivi,ha contribuito alla tutela ed alla salvaguardia di questi luoghi.La stessa  101 fa parte di un sistema governativo turistico e culturale denominato Scenic Byways,che raggruppa le piu’ belle strade storiche e panoramiche dell’intero Paese.Essa si integra alla perfezione nel paesaggio costiero la cui meravigliosa bellezza mi riconcilia con il mondo e mi fa entrare in una dimensione a me finora sconosciuta.Questo tratto l’ho percorso fermandomi ad Astoria,Seaside,Cannon Beach e Garibaldi.

Ho creduto opportuno trattenermi un po’ in piu’ a Cannon Beach,rinomata localita’ turistica e meta di gite fuori porta per gli abitanti di Portland e delle zone interne(Gino compreso)anche se quelli di Portland preferiscono a volte sorbirsi viaggi piu’ lunghi prediligendo le spiagge di  Los Angeles e Santa Monica piu’ brutte e caotiche ma famose e glamour.Dicevo di Cannon Beach a proposito della quale bisogna precisare che e’ famosa per i grandi monoliti di arenaria che punteggiano le sue lunghissime spiagge(quelli che si vedono alle spalle di Gino nella copertina di These are the days).Come avevo programmato decido di passare la notte ad Astoria per poi visitarla il mattino successivo.Dopo aver girato un po’ ed aver ricevuto qualche informazione in giro,decido di pernottare all’Astoria Rivershore Motel su Marine Drive,che non e’ altro che un motel anni 60 rinnovato e ristrutturato ma che ricalcava i canoni che io desideravo,in piu dalla mia stanza si godeva una splendida vista sul fiume Columbia(lo stesso che incontreremo a Portland e dalle parti di casa Vannelli)e sul Megler Bridge,il ponte che sovrasta la foce del Fiume Columbia e collega Astoria con lo Stato di Washington. Il mattino successivo passo la mezza giornata visitando Astoria e devo dire che non me ne sono pentito perche’ e’ veramente carina ed interessante ,poiche’ e’ citta’di mare e di fiume allo stesso tempo,incastonata com’e’ tra il fiume Columbia e l’oceano Pacifico.Non avendo molto tempo a disposizione,avendo deciso di partire dopo pranzo,vado a visitare il Museo marittimo,avendo Astoria fama di essere il piu’ antico insediamento occidentale in America,e in effetti il museo e’ splendidamente organizzato ed addirittura si puo’ partecipare attivamente a simulazioni di guerra sul ponte di una vera nave.All’uscita decido di farmi due passi per la Main street(strada principale)e di prendermi un caffe’(grave errore)in uno dei tantissimi bar stile retro’,ove mi imbatto in un barista di Rimini(siamo ovunque)che mi consiglia di non mancare di fare una scappata al Parco della Colonna Astoria dove,a suo dire,si gode del piu’ bel panorama del mondo.Prendo l’auto e mi ci precipito rimanendo letteralmente folgorato da cio’ che vedo.

In cima alla collina e’ posta una colonna alta piu’ di 100 metri ,eretta a ricordo della scoperta del fiume Columbia,dalla cui sommita’ la vista spazia dall’oceano alla Catena delle Cascade Range,al

corso del fiume Columbia, veramente una cosa straordinaria.Improvvisamente mi accorgo che tutta questa meraviglia mi ha fatto perdere la cognizione del tempo e capire che le parole di grande ammirazione che lo stesso Gino spende per questi luoghi nella sua recente produzione discografica,sono di una verita’ assoluta.Questi paesaggi ti invitano alla contemplazione ma allo stesso tempo ti fanno sentire una particella infinitesimale in tutta questa grandezza.Non mi era mai capitato di provare queste sensazioni,materialista come sono.Grazie Gino!.

Sono ormai le 14,00,e’ tempo di andare a mangiare e poi partire verso Garibaldi,passando per Seaside,Cannon Beach e chissa’ cos’altro.Ma questo e’ un altro capitolo da scrivere ed il tempo e’ sempre stato un mio grande nemico.A presto,se vorrete.

GIOSPI

 

 

 

 

 

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